Grifola frondosa — grifola

Grifola frondosa. Grifola, grifone, imperiale, maitake. Ha comportamento parassita e saprotrofo. Fruttifica ai piedi o direttamente su ceppaie di…

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Grifola frondosa
Grifola frondosa — Fotografia tratta da Funghi in Italia.

Grifola frondosa (Dicks.) Gray

Nomi comuni: grifola, grifone, imperiale, maitake

Sinonimi riportati: Polyporus frondosus (Dicks.) Fr.

Dove cresce e quando si incontra

Ha comportamento parassita e saprotrofo. Fruttifica ai piedi o direttamente su ceppaie di svariate latifoglie, in particolare castagni, dall’estate all’autunno. Comune e fedele agli“alberi”di crescita, è oggetto di coltivazione nei paesi asiatici.

Come riconoscere Grifola frondosa

Il cappello

Formato da numerosi cappelli disposti a forma di ventaglio o di spatola, spesso appressati fra loro; misurano fra i 5 e i 40 cm; la superficie è piana od appena depressa, il margine tipicamente ondulato; la cuticola è asciutta e vellutata, e spesso si presenta anche striata in senso radiale o rugosa; è bruno grigiastro o nocciola, raramente del tutto biancastra.

La superficie fertile

L’imenoforo è formato da tubuli decorrenti al gambo, molto corti; pori fini ed arrotondati, biancastri, inizialmente minuti, poi più aperti con la maturazione; non anneriscono alla pressione. Sporata bianca.

Il gambo

Interamente ramificato e terminante su ognuno dei singoli ventagli con attaccatura laterale; irregolare e vellutato, è di colore biancastro con rade macchie ocraceo-grigiastre. Sporata in massa biancastra.

La carne

Tenera e fragile, più coriacea con l’età, è di colore bianco immutabile, con odore e sapore gradevoli di nocciola.

Osservazioni e differenze da conoscere

Fra le specie più ricercate ed apprezzate in numerose regioni della Penisola, dove è nota con una lunga serie di nomi dialettali, fra i quali citiamo “barbagino”, “grifone”, “imperiale”, “nasca”, “funga”, “oirìn”. Curiosamente, in diverse vallate delle provincie di Cuneo e Torino, la sua rara forma dalle colorazioni più biancastre (Grifola frondosa f. intybacea), veniva considerata la parte “femminile” della più comune e grigio-marroncina manifestazione di Grifola frondosa, che gode anche di maggior apprezzamento in termini gastronomici. Le dimensioni di questa specie, unite alle carni sode dal gradevole profumo di nocciola la rendono ambita e ricercata, in particolare per le conserve in composta, anche se negli ultimi tempi i cercatori iniziano ad apprezzarne il suo consumo anche fresca, trifolata oppure impanata e fritta. La media dei ritrovamenti varia da esemplari dal chilogrammo di peso, sino a raggiungere e superare anche i cinque chilogrammi. Questa specie è inoltre molto apprezzata nei paesi asiatici ove viene attivamente coltivata, in Giappone è nota col nome di maitake, che significa “fungo danzante”; viene utilizzato per proprietà medicamentose date da alcune sostanze che sembrano in grado di stimolare il sistema immunitario; sono in corso diverse sperimentazioni atte a verificarne proprietà antitumorali. Con aspetto simile troviamo Meripilus giganteus, dalle carni più legnose, imbrunenti al tocco, e dalla crescita tipicamente a mensole anziché ramificata; e il raro, buon commestibile Dendropolyporus umbellatus, dove da un unico “ammasso” carnoso dipartono centinaia di centinaia di piccoli cappellini sovrapposti e ramificati fra loro.

Commestibilità e cautele

Buon commestibile; molto redditizio, è conosciuto e ricercato per la sua bontà conservato sott’olio; nel consumo sono da preferire gli esemplari freschi e dalla consistenza tenera a quelli maturi e dalle carni troppo fibroso-elastiche. Dopo forti precipitazioni, le sue carni tendono ad assumere odori ingrati e la consistenza diviene sempre più “legnosa”.

Da dove viene il nome

Dal latino “frondosus”, frondoso; per il suo aspetto a ramificazioni.

Confronta con

Dendropolyporus umbellatus · Meripilus giganteus

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