Porcini a sorpresa di fine agosto: quali stanno nascendo, dove e perché

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Porcini a sorpresa di fine agosto: quali stanno nascendo, dove e perché
Boletus edulis: una raccolta della fine del mese di Agosto, in areale alpino.

Articolo redatto il 27 agosto 2026

Doveva essere l’estate del bosco immobile, con i terreni destinati a rimanere asciutti almeno fino alle piogge di settembre. E invece, negli ultimi giorni di agosto, dopo settimane dominate dal caldo intenso e da suoli ormai polverosi, in diverse zone d’Italia sono comparsi funghi dove quasi nessuno se li aspettava. Non si tratta di una buttata generalizzata. Le crescite sono rimaste discontinue, spesso limitate a singoli versanti, conche ombrose o fasce di bosco raggiunte dai temporali. A pochi chilometri di distanza si è potuti passare da terreni ancora sterili a raccolte localmente interessanti. È proprio questa distribuzione irregolare, però, a rendere il fenomeno istruttivo: la pioggia non è caduta nello stesso modo ovunque e, soprattutto, non ha incontrato ovunque lo stesso bosco, lo stesso terreno e lo stesso micelio. Il dato più interessante non è soltanto che siano nati dei porcini, ma quali specie siano comparse e a quale quota. La cronaca di questi giorni racconta soprattutto due storie, appartenenti a funghi simili nell’aspetto e riuniti abitualmente sotto lo stesso nome popolare, ma differenti per fenologia ed esigenze ecologiche: il porcino comune, Boletus edulis, e il porcino estivo, Boletus aestivalis. Il primo ha seguito una dinamica abbastanza coerente con il calendario dei boschi montani; il secondo ha sorpreso più di un cercatore esperto, tornando a fruttificare nei boschi di latifoglie dopo una fase siccitosa che sembrava aver compromesso parte della stagionalità estiva.

Boletus edulis pronto per "accrescersi" in una pecceta alpina del Nord-Est italia. Foto Nicolò Oppicelli, micologo.
Boletus edulis pronto per "accrescersi" in una pecceta alpina del Nord-Est italia.

Prima i temporali isolati, poi le grandi piogge

Per comprendere queste nascite bisogna ricostruire correttamente la sequenza meteorologica. Secondo le analisi di 3BMeteo, all’inizio di agosto l’Italia si trovava ancora sotto il dominio del caldo, con massime frequentemente comprese fra 34 e 39 °C. Tra il 3 e il 4 agosto si svilupparono tuttavia temporali molto localizzati su Alpi, Prealpi e dorsale appenninica. Non fu una vera interruzione della siccità: furono episodi brevi e disomogenei, spesso inferiori ai 50 millimetri, capaci di bagnare un versante lasciando quasi asciutto quello vicino. 3BMeteo descriveva infatti fenomeni isolati, inseriti in un contesto ancora molto caldo e stabile. Eppure, proprio in alcune delle zone raggiunte da quell’acqua, fra Alpi nordorientali e centrali e in diversi settori appenninici, le prime segnalazioni sono arrivate circa dodici o tredici giorni più tardi. Questo intervallo non dimostra da solo un rapporto causale, ma è compatibile con l’ipotesi che quei temporali abbiano reidratato almeno gli strati di terreno esplorati dal micelio e favorito l’avvio o la prosecuzione dei processi di fruttificazione. La fase del 19-21 agosto ha poi cambiato scala. Il 20 agosto una perturbazione atlantica ha colpito duramente il Nord: 3BMeteo ha rilevato accumuli vicini ai 150 millimetri a Chiavari e fino a circa 200 nell’entroterra; oltre 70 millimetri nel Comasco e più di 50 su alcuni settori prealpini lombardi, con temporali intensi anche tra Piemonte, Trentino e alto Veneto. Il 21 i fenomeni si sono trasferiti verso Nord-Est, Toscana, Umbria e Marche. La cronaca meteorologica di quella giornata mostra bene quanto fossero enormi le differenze territoriali. Un’altra perturbazione, fra il 24 e il 25 agosto, ha interessato prima Piemonte, Liguria e Lombardia e successivamente il resto del Nord e parte del Centro, con temporali anche in Toscana e lungo alcuni tratti dell’Appennino. Queste ultime piogge, tuttavia, sono troppo recenti per spiegare i porcini già sviluppati e raccolti il 26 agosto. Potranno semmai incidere sulle crescite successive. È quindi più ragionevole interpretare ciò che stiamo osservando come il risultato di una sequenza: i temporali dei primi giorni di agosto possono avere fornito il primo impulso; le piogge del 19-21 hanno sostenuto i primordi o i funghi già in sviluppo, rallentando la nuova disidratazione del terreno; quelle del 24-25 potrebbero preparare un’ulteriore risposta nelle aree in cui l’acqua è realmente penetrata nel suolo.

Raccolta di Boletus aestivalis in un castagneto collinare nel mese di Agosto.

Il micelio "non nasce" quando compare il porcino

Quando compare un porcino, vediamo soltanto il corpo fruttifero di un organismo che vive stabilmente nel terreno e in associazione con le radici degli alberi. Boletus edulis, B. aestivalis, B. aereus e B. pinophilus sono funghi ectomicorrizici: le loro ife avvolgono le radici fini delle piante simbionti e formano con esse una superficie di scambio. Il fungo riceve composti carboniosi prodotti dalla fotosintesi; la pianta amplia, attraverso il micelio, il volume di terreno dal quale può acquisire acqua e nutrienti minerali. Il punto decisivo è che un bosco apparentemente secco non è necessariamente asciutto allo stesso modo a ogni profondità e in ogni suo punto. Dopo settimane senza piogge, la lettiera e i primi centimetri di suolo possono essere polverosi, mentre intorno alle radici, sotto uno spesso strato organico, nelle conche ombrose o sui versanti meno esposti possono sopravvivere riserve minime di umidità. In questi microambienti il micelio non deve necessariamente ripartire da zero: può avere rallentato la propria attività senza avere perduto la capacità di reagire. La siccità, inoltre, non colpisce nello stesso modo tutti gli alberi e tutti i boschi. Una pianta adulta, radicata in profondità, può continuare a sostenere almeno in parte il proprio sistema micorrizico anche quando la superficie del terreno appare completamente disseccata. Questo non significa che il micelio rimanga indifferente alla mancanza d’acqua, ma che riduzione dell’attività e completa inattività non sono la stessa cosa. In alcune stazioni il fungo può trovarsi ancora vicino alla soglia fisiologica necessaria alla fruttificazione. È qui che le osservazioni di agosto acquistano significato. In alcune zone, i temporali del 3-4 agosto hanno lasciato meno di 50 millimetri di pioggia dopo quasi due mesi di siccità; eppure, nei boschi meno esposti, circa dodici o tredici giorni più tardi sono comparsi i primi porcini. Una quantità non eccezionale è stata dunque sufficiente, almeno localmente, a modificare il bilancio idrico degli strati interessati dal micelio. Evidentemente non occorreva ricostituire tutta la riserva d’acqua del terreno: bastava superare, per un certo tempo, una soglia critica. Non possiamo stabilire dalla sola osservazione dei funghi se quella pioggia abbia riattivato la crescita vegetativa, favorito la differenziazione dei primordi o sostenuto strutture già avviate ma ancora invisibili. Possiamo però affermare che la successione temporale indica nei temporali dei primi giorni di agosto l’impulso più plausibile per le nascite osservate a metà mese. Le precipitazioni più abbondanti del 18-21 agosto non avrebbero quindi “creato” quei porcini in pochi giorni: avrebbero piuttosto permesso ai giovani corpi fruttiferi di continuare lo sviluppo, limitandone il disseccamento e prolungando una risposta già iniziata. Questo chiarisce anche perché il solo conteggio dei millimetri sia insufficiente. Una precipitazione inferiore a 50 millimetri non è necessariamente modesta dal punto di vista biologico, se raggiunge un terreno ancora capace di assorbirla e un micelio già predisposto. Al contrario, un nubifragio molto più abbondante può produrre ruscellamento, erosione e forti differenze anche nello spazio di pochi chilometri. La variabile decisiva non è soltanto quanta acqua cade, ma quanta ne rimane nel suolo e in quale momento del ciclo del fungo arriva.

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Gli studi sul micelio di B. edulis e B. reticulatus mostrano che la dinamica delle crescite dipende dall’interazione fra precipitazioni, deficit idrico precedente, capacità di ritenzione del terreno e condizioni della stazione. Mostrano anche che la quantità di micelio rilevata nel suolo non permette, da sola, di prevedere il numero dei corpi fruttiferi. La relazione fra micelio, disponibilità idrica e fruttificazione è molto più complessa di un semplice rapporto fra pioggia e porcini.

Ciò che è accaduto in agosto non smentisce quindi la biologia del micelio: mostra quanto facilmente possiamo sottovalutarne la capacità di persistere. Sopra il terreno il bosco sembrava fermo; sotto, almeno in alcune stazioni, il sistema era ancora abbastanza vitale da cogliere una breve occasione favorevole.

Boletus aestivalis, foto di Agosto 2022; quadro precipitativo similare a quello del 2026. Foto Nicolò Oppicelli, micologo.
Boletus aestivalis, foto di Agosto 2022; quadro precipitativo similare a quello del 2026.

Sulle Alpi, la relativa puntualità di Boletus edulis

In quota, le nascite di Boletus edulis registrate alla fine di agosto non rappresentano una vera anomalia, quanto piuttosto una conferma attesa e arrivata con un certo ritardo. Il porcino comune possiede un’ecologia molto ampia: può associarsi tanto alle conifere quanto alle latifoglie e non è quindi una specie esclusiva delle peccete. Nella seconda parte dell’estate italiana, tuttavia, trova spesso le condizioni più favorevoli nelle abetaie, nelle peccete e nelle faggete montane, sia alpine sia appenniniche. Anche durante le fasi più calde, le conche ombrose, i versanti settentrionali e i suoli protetti da una lettiera ben conservata possono trattenere più a lungo l’umidità rispetto ai querceti e ai castagneti collinari maggiormente esposti. In montagna, inoltre, le temperature del terreno rimangono generalmente più contenute. In queste condizioni il micelio di B. edulis può giungere alla fine di agosto meno provato dalla disidratazione e rispondere alle precipitazioni secondo una dinamica stagionale relativamente consueta. Non si tratta, naturalmente, di un “orologio interno” né di una puntualità assoluta. Anche B. edulis dipende dall’andamento meteorologico, dall’acqua effettivamente disponibile nel suolo e dallo stato fisiologico delle piante simbionti. La sua maggiore regolarità deriva soprattutto dal fatto che, sul finire dell’estate, gli ambienti montani raggiungono più facilmente la combinazione di temperatura e umidità favorevole alla specie. Le prime comparse osservate quest’anno in area alpina risultano quindi coerenti con il periodo e con l’ecologia di B. edulis, pur rimanendo inizialmente localizzate e strettamente legate alla distribuzione dei temporali. Più che una crescita sorprendente, è stata una partenza tardiva e discontinua: il porcino atteso è comparso nei boschi giusti, ma soltanto dove l’acqua è riuscita davvero a raggiungerlo.

Prealpi e Appennino: la ripartenza tardiva degli estatini

A quote inferiori, nei querceti, nei castagneti e nelle faggete delle Prealpi e dell’Appennino, il protagonista è stato Boletus aestivalis, il porcino estivo o “estatino”. La sua presenza alla fine di agosto non costituisce di per sé una sorpresa: la specie può fruttificare durante tutta l’estate e spingersi fino all’inizio dell’autunno. A colpire sono piuttosto le caratteristiche di questa crescita, che in alcune zone ricorda le buttate osservate normalmente all’inizio di luglio e, in altre, quelle che accompagnano il passaggio fra la fine di agosto e i primi giorni di settembre. Boletus aestivalis è spesso la prima delle quattro specie italiane di porcini a comparire. Nelle annate e nelle stazioni più favorevoli i cosiddetti “fioroni” possono presentarsi già tra la fine di aprile e maggio, seguiti da nuovi episodi durante l’estate. Non possiede dunque un’unica e breve stagione di crescita, ma può produrre più fruttificazioni, separate da periodi di caldo e di carenza idrica. È una specie prevalentemente termofila, legata soprattutto alle latifoglie, in particolare querce, castagni e faggi. La sua affinità per il caldo, tuttavia, non significa che possa fruttificare in presenza di temperature estreme e suoli completamente disidratati. Quando il calore intenso si accompagna a una prolungata assenza di piogge, l’elevata evaporazione può impedire la formazione dei corpi fruttiferi anche in un porcino tipicamente estivo. È quindi plausibile che il caldo e la siccità delle settimane precedenti abbiano ritardato una crescita per la quale il micelio poteva essere già fisiologicamente predisposto. Le piogge di agosto avrebbero ricreato soltanto più tardi la combinazione di umidità del terreno e temperature elevate, ma non più estreme, necessaria alla fruttificazione. Non una comparsa fuori stagione, dunque, bensì una ripartenza tardiva all’interno della normale finestra ecologica della specie. La sequenza osservata sul terreno è coerente con questa interpretazione: dopo quasi due mesi molto asciutti, i temporali localizzati del 3-4 agosto, talvolta inferiori ai 50 millimetri, hanno raggiunto alcuni boschi che conservavano ancora una minima umidità. Circa dodici o tredici giorni più tardi sono comparse le prime fruttificazioni. Le piogge più organizzate del 19-21 agosto sarebbero intervenute quando il processo era già avviato, consentendo ai giovani carpofori di completare lo sviluppo e prolungando localmente la crescita. Non è possibile stabilire con certezza quando si siano differenziati i primordi né quanto a lungo il micelio sia rimasto pronto a fruttificare. Le osservazioni suggeriscono però che B. aestivalis non abbia manifestato un comportamento anomalo: ha ripreso a produrre non appena il caldo è divenuto meno esasperato e l’acqua è tornata disponibile.

Un video per comprendere come osservare il bosco in periodi siccitosi.

Gli altri due porcini: B. aereus e B. pinophilus

Il quadro italiano non si esaurisce in queste due specie. In alcune zone sono stati segnalate crescite anche di Boletus aereus e B. pinophilus, ma con una presenza complessivamente meno rappresentativa rispetto ai due protagonisti di questa fase. Boletus aereus, il porcino nero, è la specie più marcatamente termofila del gruppo. È tipico soprattutto dei boschi di querce e castagni, dalla fascia mediterranea fino alle colline interne. Può reagire alle piogge estive quando il terreno conserva sufficiente umidità, ma la sua associazione con ambienti caldi e talvolta apparentemente asciutti non deve trarre in inganno: anche il porcino nero necessita di acqua disponibile nel suolo per formare i corpi fruttiferi. Dove la siccità è penetrata in profondità, un temporale breve può non essere sufficiente; dove invece esistono impluvi, suoli profondi o una lettiera capace di limitare l’evaporazione, la risposta può risultare sorprendente. Boletus pinophilus, è invece più frequente negli ambienti montani, submontani e, in estate, prevalentemente sotto conifere, specialmente pini, abeti e peccio, pur associandosi spesso anche alle latifoglie come faggio e castagni, ma in periodi più freschi, in autunno. Presenta spesso crescite primaverili e una seconda fase fra la tarda estate e l’autunno. In questo finale di agosto è comparso localmente, ma senza assumere il ruolo dominante osservato per B. edulis in quota o per B. aestivalis in alcuni boschi di latifoglie a quote inferiori.

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Le quattro specie di Boletus presenti in Italia, note come "porcini", appartengono allo stesso complesso e condividono numerosi caratteri, ma rappresentano linee evolutive distinte e non perfettamente sovrapponibili neppure sul piano ecologico. Non esistono però confini rigidi: quota, pianta simbionte e periodo di crescita descrivono tendenze, non regole prive di eccezioni.

Anche in meridione, ma localizzati

Il Sud non è rimasto completamente escluso dalle piogge e neppure dalle nascite. Il quadro è però ancora più frammentato rispetto a quello del Centro-Nord: in alcune aree interne e montane i porcini stanno comparendo, mentre vasti territori restano troppo asciutti e caldi per sostenere una vera crescita. Durante la prima metà di agosto, pur in un contesto dominato dall’anticiclone, diversi temporali di calore hanno interessato a più riprese l’Appennino meridionale e le zone interne delle isole maggiori. I fenomeni sono stati molto localizzati, ma talvolta intensi. È quindi plausibile che alcuni boschi abbiano ricevuto acqua sufficiente a rimettere in movimento un micelio già predisposto, soprattutto nelle stazioni montane, ombrose e meno esposte all’evaporazione. Un passaggio più organizzato si è verificato fra il 17 e il 18 agosto. Secondo la cronaca meteorologica di 3BMeteo, i temporali hanno raggiunto la Campania con accumuli fino a circa 40 millimetri, per poi spostarsi sulla Calabria e sulla Sicilia settentrionale, con punte vicine ai 50 millimetri sul versante tirrenico calabrese. Altri rovesci si sono sviluppati nelle ore successive sulle zone interne. Le nascite segnalate in questi giorni in alcune aree meridionali non sono quindi inspiegabili, ma possono essere legate ai temporali comparsi già nella prima parte del mese, mentre le piogge del 17-18 agosto potrebbero avere sostenuto crescite avviate in precedenza oppure preparato una risposta successiva. Anche in questo caso non è possibile attribuire ogni porcino a un singolo episodio, ma la successione meteorologica mostra che alcuni settori del Sud hanno ricevuto più occasioni favorevoli, seppure distribuite in modo estremamente irregolare.

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In tutti i contesti territoriali, le differenze sono nette persino tra versanti vicini: un temporale può avere bagnato in profondità una faggeta o un castagneto montano, lasciando quasi asciutti i boschi posti pochi chilometri più lontano. È proprio in queste ristrette fasce raggiunte dall’acqua, soprattutto dove il terreno conservava ancora una minima umidità, che oggi si osservano alcune crescite.

Per il Sud Italia però, il nuovo aumento delle temperature rappresenta un limite importante. Secondo 3BMeteo, alla fine di agosto le massime potranno nuovamente raggiungere 40-42 °C su parte del Sud peninsulare e punte superiori nelle zone interne delle isole. Nei boschi più bassi, aperti ed esposti, l’umidità superficiale potrà quindi essere perduta rapidamente; nelle stazioni montane più fresche e riparate, invece, la finestra potrebbe durare più a lungo.

Quattro porcini, strategie differenti

Questo finale d’agosto insegna che dietro l’etichetta generica di “porcino” convivono specie con fenologie ed esigenze diverse. B. aestivalis è spesso il primo ad aprire la stagione e può rispondere durante una finestra ancora calda; B. edulis diventa generalmente più competitivo quando l’estate comincia a cedere il passo a condizioni fresche e umide; B. aereus occupa soprattutto il versante più caldo e mediterraneo del gruppo; B. pinophilus trova frequentemente spazio nei boschi montani, soprattutto sotto conifere, con crescite primaverili e tardo-estive o autunnali. Sono distinzioni utili, purché non vengano trasformate in formule matematiche. La specie da sola non basta a prevedere una nascita. Occorre considerare la quantità di acqua realmente penetrata nel terreno, la temperatura del suolo, il deficit idrico accumulato, l’esposizione, la pianta simbionte e lo stato fisiologico del micelio. Ecco perché, nello stesso momento, boschi relativamente vicini possono raccontare storie opposte. In montagna B. edulis può trovare una finestra coerente con la propria fenologia; più in basso B. aestivalis può sfruttare un’occasione inattesa. Nei querceti più caldi può affacciarsi B. aereus, mentre B. pinophilus può comparire localmente nei boschi montani di conifere. La siccità non ha agito nello stesso modo ovunque, non perché una specie sia invulnerabile, ma perché differenti erano il suolo, il microclima, le piante e la quantità di umidità sopravvissuta sotto la superficie.

Il bosco sembra asciutto, eppure i porcini (Boletus edulis) fanno capolino in abbondanza! foto Nicolò Oppicelli, micologo
Il bosco sembra asciutto, eppure i porcini (Boletus edulis) fanno capolino in abbondanza!

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni?

Secondo l’aggiornamento di 3BMeteo del 26 agosto, l’anticiclone africano continuerà a dominare soprattutto al Centro-Sud, con temperature localmente superiori ai 40 °C, mentre il Nord resterà più esposto alle infiltrazioni atlantiche. Venerdì 28 agosto sono attesi nuovi temporali lungo l’arco alpino, localmente intensi, in estensione dalle Alpi piemontesi verso i settori lombardi e nordorientali. Sabato potrà rimanere una certa instabilità sulle Alpi centro-orientali e lungo alcuni tratti dell’Appennino centrale, mentre domenica dovrebbe prevalere una maggiore stabilità. Questa è l’evoluzione indicata da 3BMeteo nell’aggiornamento del 26 agosto. Per martedì 1° settembre viene prospettato il passaggio di un nuovo sistema frontale sull’arco alpino, con temporali localmente intensi e possibili sconfinamenti verso le alte pianure. Il Centro-Sud dovrebbe rimanere inizialmente più caldo e protetto dall’anticiclone, con un possibile ridimensionamento termico soltanto nei giorni successivi. Trattandosi di una tendenza a diversi giorni, 3BMeteo sottolinea la possibilità di ulteriori aggiustamenti previsionali. Dal punto di vista micologico, le piogge del 24-25 agosto e quelle eventualmente attese sulle Alpi non vanno giudicate osservando il bosco dopo due o tre giorni. Se il terreno è stato bagnato in profondità e il micelio era già predisposto, una risposta potrà manifestarsi indicativamente nel corso delle settimane successive, con tempi diversi secondo quota, esposizione e specie. Dove invece torneranno rapidamente sole pieno, vento secco e temperature elevate, l’acqua presente negli strati superficiali potrà essere perduta in pochi giorni. Le crescite già iniziate potrebbero allora arrestarsi o rimanere molto localizzate. Le aree da osservare con maggiore attenzione saranno quelle che avranno ricevuto più episodi di pioggia, non necessariamente i singoli nubifragi più violenti: per il bosco conta meno il dato spettacolare di una stazione e molto di più l’acqua che il terreno è riuscito davvero a trattenere.

La sorpresa di questo finale d’agosto, dunque, non sta soltanto nella pioggia caduta, ma nel micelio che era ancora lì, sotto un bosco apparentemente fermo, pronto a trasformare una breve occasione meteorologica in un nuovo fungo.

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