Quando la Luna si mangia il Sole: dopo l'eclissi nascono più funghi?

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Quando la Luna si mangia il Sole: dopo l'eclissi nascono più funghi?
Ricostruzione artistica generativa dell'eclissi solare su una foto reale di Boletus edulis.

C’è chi aspetta la Luna nuova, chi sostiene che i funghi come i porcini comincino a nascere con la crescente, chi giura che il momento migliore arrivi alcuni giorni dopo il plenilunio e chi, calendario alla mano, conta scrupolosamente le notti trascorse dall’ultima fase lunare prima di partire per il bosco: la convinzione che la Luna possa influenzare la nascita dei funghi è probabilmente una delle credenze più diffuse e resistenti fra i cercatori, tanto che ancora oggi è facile sentir attribuire una buttata eccezionale non soltanto alla pioggia o alle temperature favorevoli, ma alla famosa “Luna giusta”. L’eclissi di Sole di oggi, 12 agosto 2026 (data di pubblicazione dell'articolo), rende la questione particolarmente curiosa perché ogni eclissi solare avviene necessariamente in prossimità della Luna nuova, quando il nostro satellite si trova tra la Terra e il Sole: lungo la fascia della totalità il fenomeno attraverserà Groenlandia, Islanda e Spagna, mentre in Italia sarà parziale ma molto evidente soprattutto al Nord, con Milano che raggiungerà circa il 92% di copertura del disco solare intorno alle 20.20. Se quindi nei prossimi giorni dovessero comparire porcini nei boschi interessati dalle recenti piogge, è quasi inevitabile che qualcuno dica: «Avete visto? Era la Luna». Il problema è che proprio questa ipotesi è stata controllata scientificamente, e il risultato non le dà ragione.

I funghi seguono davvero le fasi della Luna?

La verifica più interessante arriva dalla Svizzera, dove Simon Egli, François Ayer e Marco Merlini analizzarono 1.715 osservazioni micologiche raccolte fra il 1990 e il 2007 in cinque aree forestali monitorate a lungo termine, confrontando le date di comparsa dei corpi fruttiferi con il ciclo lunare per cercare una periodicità di circa 29,5 giorni; se la Luna piena, quella nuova o una determinata fase avessero davvero favorito sistematicamente le nascite, una traccia statistica sarebbe dovuta emergere da una serie tanto lunga, invece non è stata trovata alcuna relazione significativa. Lo studio fu pubblicato nel 2011 sulla rivista micologica Sydowia con un titolo che non lasciava molto spazio all’equivoco, More mushrooms under a full moon – myth or reality?, e gli autori conclusero che la convinzione di raccogliere più funghi in relazione alle fasi lunari non trovava conferma nei dati esaminati. È un risultato particolarmente interessante proprio perché non riguarda un esperimento di pochi giorni o una singola specie coltivata, ma diciotto anni di osservazioni di funghi forestali: naturalmente non significa che conosciamo ogni dettaglio possibile della biologia di ogni fungo esistente, ma significa che, allo stato delle conoscenze, non disponiamo di una prova che consenta di utilizzare la fase lunare come fattore predittivo delle buttate. Il motivo per cui la credenza continua a sembrare così convincente è abbastanza semplice: il ciclo lunare offre date precise e facili da ricordare, mentre le condizioni che precedono una fruttificazione sono molto meno immediate da ricostruire. Una pioggia cade, la Luna cambia fase, trascorrono alcuni giorni e compaiono i porcini; a quel punto è facilissimo ricordare che «era appena cambiata la Luna», mentre è molto più complicato tenere conto dell’acqua realmente penetrata nel terreno, delle temperature diurne e notturne, delle condizioni delle settimane precedenti, dello stato del micelio e, per i funghi ectomicorrizici, dell’attività fisiologica degli alberi ai quali sono associati. Per rendersi conto di quanto sia facile costruire una correlazione apparente basta considerare che, in un ciclo lunare di meno di trenta giorni, qualunque buttata può essere collocata senza troppa difficoltà “prima”, “dopo” o “vicino” a una delle quattro fasi principali; cambiando di volta in volta il numero di giorni ritenuto favorevole, diventa quasi impossibile non trovare una coincidenza.

Eclissi di sole quasi totale; la prossima sarà visibile in Italia già nel 2027.

Tuoni e fulmini, duemila anni fa

Attribuire al cielo la comparsa dei funghi, peraltro, non è affatto una moda recente e costituisce una delle curiosità più affascinanti della storia. Plinio il Vecchio, nel libro XXII della Naturalis Historia, descriveva i funghi come prodotti che avrebbero avuto origine nella materia umida e nei succhi fermentanti del terreno o delle radici degli alberi, una spiegazione inevitabilmente lontanissima dalla moderna conoscenza del micelio ma nella quale è curioso ritrovare già tre protagonisti reali dell’ecologia fungina, cioè terreno, umidità e alberi. Ancora più sorprendente è ciò che racconta Plutarco nelle Quaestiones convivales: durante una conversazione nata davanti a tartufi particolarmente grandi, viene discussa seriamente l’antica idea che i temporali e il tuono favorissero la loro formazione, una credenza tanto radicata nell’antichità che il rapporto fra tartufi e temporali compare in più autori greci e romani. L’aspetto curioso è che già allora emergeva il problema che ancora oggi accompagna molte credenze sui funghi, cioè la difficoltà di distinguere ciò che precede un fenomeno da ciò che realmente lo provoca: il temporale può coincidere con condizioni favorevoli, così come oggi un cambio di fase può cadere pochi giorni prima di una buttata, ma la semplice successione temporale non dimostra un rapporto di causa ed effetto. A distanza di quasi duemila anni abbiamo sostituito il tuono con il calendario lunare, ma il ragionamento intuitivo è rimasto sorprendentemente simile.

Boletus edulis; la crescita di più esemplari in contemporanea non è correlata dalla Luna.

La Luna e gli esseri viventi

La cosa interessante è che sarebbe sbagliato passare dall’estremo opposto e concludere che la Luna non abbia alcun effetto biologico: esistono organismi per i quali il ciclo lunare è davvero importante, soprattutto negli ambienti marini, dove il nostro satellite produce segnali fisici regolari come le maree e variazioni prevedibili della luminosità notturna. I coralli rappresentano uno degli esempi più spettacolari, perché in numerose specie il rilascio sincronizzato di uova e spermatozoi avviene in relazione al calendario lunare e studi recenti hanno mostrato che perfino l’illuminazione artificiale notturna può alterare questo sincronismo, anticipando di alcuni giorni la deposizione rispetto a quella osservata nelle barriere non illuminate. Un caso ancora più sorprendente è quello del verme marino Platynereis dumerilii, la cui riproduzione segue un vero ritmo mensile interno sincronizzato dalla luce lunare. Nel 2022 i ricercatori hanno mostrato che un suo fotorecettore, il criptocromo L-Cry, è capace di distinguere la debole luce della Luna da quella molto più intensa del Sole e di fornire così informazioni utili all’orologio biologico dell’animale. Questi esempi sono utili proprio perché mostrano quale sia la differenza fra un effetto biologico dimostrabile della Luna e una credenza: nei coralli e in altri organismi marini esistono un segnale fisico riconoscibile, un meccanismo biologico che può percepirlo e un fenomeno ripetibile che può essere misurato; per i porcini e per gli altri funghi spontanei dei nostri boschi questo collegamento con le fasi lunari non è stato invece dimostrato.

Il verme marino Platynereis dumerilii (foto di Martin Gühmann)

Non solo funghi

I funghi sono soltanto una delle tante vittime delle leggende lunari: secondo tradizioni ancora diffusissime, la Luna farebbe “salire” e “scendere” la linfa negli alberi, indicherebbe quando potare o abbattere una pianta, stabilirebbe i giorni migliori per seminare l’orto e arriverebbe perfino a modificare il sapore del vino. Il problema è che, quando alcune di queste convinzioni sono state messe alla prova, i risultati sono stati ben diversi dalle attese. Nel 2023 un gruppo di ricercatori ha analizzato circa due milioni di misurazioni orarie su 62 alberi di sei specie, seguendo 74 cicli lunari consecutivi: nelle variazioni del contenuto idrico del fusto e nella crescita radiale non è emersa alcuna impronta significativa della Luna, mentre erano chiarissimi gli effetti della temperatura e delle condizioni atmosferiche. Anche la celebre idea del legname da tagliare in determinate fasi lunari, perché conterrebbe meno acqua e sarebbe quindi migliore, non ha mai trovato conferma per questo presunto meccanismo. Curioso anche il caso del vino: in un esperimento in cieco, 19 professionisti assaggiarono 12 Pinot noir nei cosiddetti “giorni frutto” e “giorni radice” previsti dal calendario biodinamico, senza che il tipo di giornata producesse differenze sistematiche nelle caratteristiche percepite dei vini. La tradizione dell’orto secondo la Luna rimane altrettanto popolare, ma non dispone di prove sperimentali robuste che consentano di attribuire alle fasi lunari un vantaggio generale e ripetibile nella semina, nella crescita o nella raccolta delle piante; esistono studi su possibili ritmi lunisolari nelle piante, ma siamo molto lontani dal poterli trasformare nei calendari categorici tramandati dalla tradizione (per quanto resta affascinante, divertente e piacevole attenersi a queste credenze!).

Eclissi parziale di Sole: la Luna attraversa il disco solare senza coprirlo completamente. Il fenomeno è lo stesso che, durante la totalità, porta per pochi minuti il giorno verso l’oscurità, ma nelle aree esterne alla fascia centrale lascia visibile una porzione del Sole.

E l’eclissi di oggi? Nessun “effetto porcino”

L’eclissi del 12 agosto produrrà naturalmente una temporanea diminuzione della radiazione solare nelle zone interessate e, durante questi fenomeni, possono verificarsi anche variazioni di temperatura di breve durata, ma non esiste alcuna evidenza che poche decine di minuti di oscuramento parziale o totale possano innescare la fruttificazione dei funghi selvatici; soprattutto, l’eclissi non rende la Luna nuova di oggi biologicamente diversa da qualsiasi altra Luna nuova, perché è semplicemente il risultato di un particolare allineamento geometrico fra Sole, Luna e Terra. Perciò, se nei prossimi giorni qualcuno tornerà dal bosco con un cestino di porcini e sosterrà che «è stata l’eclissi» o che «questa era la Luna buona», avremo davanti un’ottima coincidenza e una pessima prova scientifica: molto più utile sarà chiedersi dove sia piovuto, quanto il terreno sia riuscito a trattenere l’acqua, quali temperature abbiano seguito le precipitazioni e in quali condizioni si trovassero il bosco e il micelio. La Luna resta un magnifico orologio biologico per molte creature marine, scandisce le maree e oggi domina il cielo con la sua eclissi; ma se vogliamo capire quando e perché un bosco comincia davvero a produrre funghi, gli indizi più affidabili non sono lassù: sono nella pioggia caduta, nelle temperature dei giorni precedenti e, soprattutto, nella storia recente del bosco. Anche se stasera, mentre la Luna oscurerà quasi completamente il Sole nel cielo dell'Italia settentrionale, qualcuno penserà comunque la stessa cosa: "chissà se dopo questa eclissi nasceranno i porcini". La risposta è nel bosco. Ma non è scritta sulla Luna.

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