Tuber magnatum — tartufo bianco pregiato
Tuber magnatum. Tartufo bianco pregiato. Fruttifica nei fondovalle, lungo fossati, in terreni areati; su suoli marnoso-calcarei o calcareo-limosi, sino a…
Tuber magnatum Picco
Nomi comuni: tartufo bianco pregiato
Dove cresce e quando si incontra
Fruttifica nei fondovalle, lungo fossati, in terreni areati; su suoli marnoso-calcarei o calcareo-limosi, sino a 900-1.000 metri di quota. Matura dalla fine dell’estate all’inverno; simbionte di Quercus spp., pioppi, salici, tigli, noccioli e carpini.
Come riconoscere Tuber magnatum
Aspetto macroscopico
Ascomi dalla forma generalmente irregolare, tuberiformi, compressi o lobati, con gibbosità ed incavature; le dimensioni medie sono 2-12 centimetri di diametro, anche se non sono rari ritrovamenti di esemplari di taglia maggiore. La superficie del peridio è liscia o finemente papillosa, di colore ocraceo chiaro o giallo paglierino sfumato. La gleba, compatta, è dapprima di colore biancastro, poi giallo-ocraceo od ocra brunastro, talvolta con sfumature rosate o rossastre; finemente marmorizzata da venature sterili biancastre, sottili e circonvolute. L’odore negli esemplari maturi è molto intenso, caratteristico, complesso; con sentori agliacei, di gas o di formaggi fermentati.
Commestibilità e cautele
Ottimo commestibile: universalmente conosciuto come tartufo bianco pregiato, d’Alba, Acqualagna; a questa specie sono dedicate diverse manifestazioni di carattere regionale, nazionale ed internazionale.
Da dove viene il nome
Dal latino “magnates” dei signori; a ribadire il pregio e la commestibilità di questa nota e blasonata specie fungina.