Sarcosphaera coronaria: caratteri e habitat
Sarcosphaera coronaria. Fruttifica in boschi di conifere (Pinus spp.), generalmente gregaria, a gruppi di pochi esemplari ravvicinati; dall’inverno alla…
Sarcosphaera coronaria (Jacq.) J. Schröt.
Sinonimi riportati: Sarcosphaera crassa (Santi) Pouzar
Dove cresce e quando si incontra
Fruttifica in boschi di conifere (Pinus spp.), generalmente gregaria, a gruppi di pochi esemplari ravvicinati; dall’inverno alla primavera.
Come riconoscere Sarcosphaera coronaria
Il corpo fruttifero
Di dimensioni medie, inizialmente si sviluppa seminterrato e chiuso, a forma di sfera, biancastra, cava. Con lo sviluppo tende ad aprirsi sino ad assumere la figura di una coppa frastagliata ai margini, che sono divisi a lobi triangolari. Superficie interna liscia, di colore rosato o lilacino-violaceo; esternamente vellutata, di colore biancastro, opaco.
La superficie fertile
Localizzato sulla parete interna; violaceo. Sporata bianca.
Il gambo
Assente od appena accennato in una sorta di radichetta o peduncolo.
La carne
La carne è fragile ed elastica, spessa; di colore bruno violaceo, può assumere sfumature giallastre. Odore lieve, fungino-spermatico; sapore mite.
Osservazioni e differenze da conoscere
In alcune località nel Centro-Sud della Penisola, questa specie viene tuttora consumata dopo un trattamento di cottura prolungata; il consumo è però sconsigliato, non sussistendo in merito studi scientifici approfontiti. Sarcosphaera coronaria f. nivea è una sua forma ecologica priva di pigmentazioni violacee, totalmente biancastra.
Commestibilità e cautele
Considerata tossica in letteratura; probabilmente contiene tossine termolabili, ma non sussistono dirimenti documentazioni scientifiche in merito.
Da dove viene il nome
Dal latino “coronarius” a forma di corona; per il suo aspetto.