Lepista personata: caratteri e habitat
Lepista personata. È una specie saprotrofa. Fruttifica in praterie e luoghi erbosi umidi, a piccoli gruppetti talvolta disposti in file regolari, su…
Lepista personata (Fr.) Cooke
Sinonimi riportati: Lepista saeva (Fr.) P.D. Orton; Collybia personata (Fr.) Z.M. He & Zhu L. Yang
Dove cresce e quando si incontra
È una specie saprotrofa. Fruttifica in praterie e luoghi erbosi umidi, a piccoli gruppetti talvolta disposti in file regolari, su suoli calcarei; dall’autunno alle soglie dell’inverno; infrequente in Italia.
Come riconoscere Lepista personata
Il cappello
Il cappello misura 3-13 cm. Spesso e carnoso; da convesso ad appianato, con il margine fortemente involuto anche negli esemplari adulti; cuticola liscia, di colore grigio-caffelatte o bruno-marroncino, uniformi o appena più chiari al margine.
La superficie fertile
L’imenoforo è formato da lamelle uncinate al gambo, molto fitte, separabili a blocchetti; di colore biancastro con riflessi lilacini. Sporata bianca.
Il gambo
Il gambo misura 3-7 x 0,7-1,5 cm. Molto robusto, cilindrico ingrossato alla base, pieno, di colore biancastro ricoperto da caratteristiche fibrillosità color lillà sull’intera superficie.
La carne
Abbastanza consistente; di colore biancastro nel cappello e grigio nel gambo; immutabile; con odore gradevole, in principio su toni fruttati, poi aromatico più intenso; sapore gradevole.
Osservazioni e differenze da conoscere
Si tratta di specie infrequente in Italia, mentre è più diffusa in Francia, Gran Bretagna e Spagna. Ricercata e consumata in alcune località della Penisola Iberica.
Commestibilità e cautele
Mediocre commestibile; è preferibile non consumare lo stipite, dalle carni fibrose.
Da dove viene il nome
Dal latino “personatus”, mascherato; perché scambiata per una forma pallida di L.nuda.