Lepista nuda — agarico violetto
Lepista nuda. Agarico violetto. È una specie saprotrofa. Fruttifica a gruppi di numerosi esemplari, in file o cerchi, in luoghi ricchi di humus o…
Lepista nuda (Bull.) Cooke
Nomi comuni: agarico violetto
Sinonimi riportati: Collybia nuda (Bull.) Z.M. He & Zhu L. Yang
Dove cresce e quando si incontra
È una specie saprotrofa. Fruttifica a gruppi di numerosi esemplari, in file o cerchi, in luoghi ricchi di humus o lettiera, boschivi o prativi, dall’autunno alla fine dell’inverno.
Come riconoscere Lepista nuda
Il cappello
Il cappello misura 2-15 cm. La forma va da convesso ad appianato con una sorta di piccolissima gobbetta nella parte centrale; margine spesso e involuto a lungo; cuticola liscia, tipicamente di colore violaceo carico, con sfumature bruno-ocracee al centro negli esemplari maturi.
La superficie fertile
L’imenoforo è formato da lamelle annesse al gambo, molto fitte e sottili, di colore violetto, chiaro o scuro. Sporata bianco-rosata.
Il gambo
Il gambo misura 3-11 x 1-4 cm. È carnoso; cilindrico regolare, tipicamente ingrossato nella parte basale che spesso lascia visibili le ife del micelio e che raccolta porta con sé parte dello strato umifero del terreno; pieno, raramente cavo; di colore violaceo, alla base ingloba parte del substrato di lettiera ove fruttifica.
La carne
Tenera, consistente nel cappello, fibrosa nel gambo; con odore gradevole, come di petali di rosa bagnati; sapore dolce.
Osservazioni e differenze da conoscere
Viene raccolta in alcune zone della Penisola, dove è nota con i nomi di “agarico violetto” o “fungo di Santa Caterina” (per l’epoca di comparsa, nel mese di Novembre). Nei Paesi Bassi e in Belgio è attivamente coltivata.
Commestibilità e cautele
Specie commestibile, dall’aroma intenso, aromatico; da consumare privato dello stipite fibroso.
Da dove viene il nome
Dal latino “nudum”, nudo; per il cappello liscio.