Clitocybe nebularis — fungo delle nebbie
Clitocybe nebularis. Fungo delle nebbie, ordinale grigio. È una specie saprotrofa. Fruttifica su lettiera in decomposizione; estate-inverno, a cerchi o…
Clitocybe nebularis (Batsch) P. Kumm.
Nomi comuni: fungo delle nebbie, ordinale grigio
Sinonimi riportati: Lepista nebularis (Batsch) Harmaja
Dove cresce e quando si incontra
È una specie saprotrofa. Fruttifica su lettiera in decomposizione; estate-inverno, a cerchi o gruppi numerosi.
Come riconoscere Clitocybe nebularis
Il cappello
Il cappello misura 4-25 cm. Molto carnoso ma abbastanza fragile; da convesso a leggermente tozzo, poi aperto, quasi depres- so; con il margine arrotondato negli esemplari giovani ed allargato regolare in quelli maturi; cuticola separabile, liscia brillante, di colore bruno-cenere, grigio-biancastro, spesso ricoperta da una fine pruina bianca.
La superficie fertile
L’imenoforo è formato da lamelle arcuato-decorrenti sul gambo; fitte, separabili a piccoli blocchi dal cappello; bianche poi crema pallido. Sporata crema-biancastra.
Il gambo
Il gambo misura 3-15 x 1-4 cm. Robusto, panciuto, pieno negli esemplari giovani; cilindrico regolare o clavato ma spugnoso o cavo in quelli adulti; molto fibroso; biancastro o bruno-grigiastro consuperficiefibrillosa.
La carne
Spessa ecompatta, biancastra;conodoreforte,aromatico; sapore analogo.
Osservazioni e differenze da conoscere
È stata per anni fra i funghi più raccolti e commercializzati in Italia, consumato tradizionalmente da secoli e in maniera molto abbondante. Tuttavia, causa disturbi gastroenterici se consumato crudo, mal cotto, o se si è particolarmente sensibili alle sostanze che contiene, sostanze di non facile interpretazione a livello scientifico. Oltre alla possibile confusione col tossico Entoloma sinuatum, questa specie conterrebbe tossine termostabili, quindi -non eliminabili-, che permarrebbero anche dopo prolungata cottura. Per coloro che intendono non rinunciare al consumo del “fungo delle nebbie”, è essenziale sottoporre i funghi a un trattamento termico adeguato, sbollentandoli, eliminando l’acqua risultante e proseguendo con una cottura prolungata.
Commestibilità e cautele
Da considerare non commestibile.
Da dove viene il nome
Dal latino “nebularis”, delle nebbie; per i suoi cromatismi e l’epoca di fruttificazione.
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