Chlorociboria aeruginascens: caratteri e habitat
Chlorociboria aeruginascens. È una specie saprotrofa. Fruttifica su legno in decomposizione di svariate latifoglie; il suo micelio può colorare…
Chlorociboria aeruginascens (Nyl.) Kanouse
Dove cresce e quando si incontra
È una specie saprotrofa. Fruttifica su legno in decomposizione di svariate latifoglie; il suo micelio può colorare interamente di verde-bluastro i tronchi marcescenti.
Come riconoscere Chlorociboria aeruginascens
Il corpo fruttifero
Di dimensioni molto ridotte (0,2-0,7 cm di diametro) da giovane si presenta con la forma di una piccola coppa, ma durante lo sviluppo tende a distendersi, assumendo forme irregolari. Superficie esterna liscia, pruinosa e biancastra negli esemplari giovani, poi dal caratteristico colore turchese o blu-verdastro.
La superficie fertile
Localizzato nella superficie interna; liscio; blu-turchese, con decolorazioni verdastre. Sporata bianca.
Il gambo
Il gambo misura 0,1-0,3 x 0,1-0,3 cm. Molto corto; cilindrico, infisso nel substrato; bluastro.
La carne
La carne è elastica, ceracea; asciutta e fragile con clima siccitoso; di colore bianco-bluastro; odore e sapore non significativi.
Osservazioni e differenze da conoscere
Questa specie contiene un pigmento noto agli scenziati come xylindeina, responsabile della caratteristica colorazione verde-bluastro del legno infetto dal micelio di questa specie, che, in alcuni paesi del Nord Europa, viene utilizzato per lavorazioni decorative. L’uso di questo legname, noto come “quercia verde”, risale al 15 °secolo, in Italia, dove è stato utilizzato in pannelli intarsiati realizzati dallo scultore ed intarsiatore veneto Fra Giovanni da Verona. Chlorociboria aeruginosa (Oeder) Seaver, è di dimensioni ridotte ed è considerata più rara; tuttavia, le due specie non possono essere distinte basandosi solo su caratteri macroscopici: C. aeruginosa ha spore di dimensioni maggiori (9-14 x 2-4μm), quasi il doppio rispetto a C.aeruginosa (5-7 x 1-2µm). La rarità può dipendere anche dal fatto che spesso viene raccolto e determinato superficialmente solo il legno colorato d’azzurro.
Commestibilità e cautele
Non edule.
Da dove viene il nome
Dal latino “aerugo”; verderame; per le sue tonalità caratteristiche.
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