Russula parazurea: caratteri e habitat
Russula parazurea. È una specie simbionte. Fruttifica a gruppi di numerosi esemplari in boschi di latifoglie e conifere, con preferenza per tigli,…
Russula parazurea Jul. Schäff.
Sinonimi riportati: Russula ochrospora (Nicolaj ex Quadr. & W. Rossi) Quadr.
Dove cresce e quando si incontra
È una specie simbionte. Fruttifica a gruppi di numerosi esemplari in boschi di latifoglie e conifere, con preferenza per tigli, betulle, carpini, leccio, pino silvestre ed abete rosso; diffusa anche in parchi e giardini urbani.
Come riconoscere Russula parazurea
Il cappello
Il cappello misura 3-8 cm. La forma va da globoso a convesso, poi piano depresso nella parte centrale, tendente ad assumere forme a piccolo imbuto; cuticola asciutta, finemente vellutata, di colore molto variabile, dal grigio-verdastro al glauco-olivastro grigio-lilacino o bruno-violaceo, sovente con una fine pruinosità biancastra; margine appena scanalato.
La superficie fertile
L’imenoforo è formato da lamelle annesse al gambo, mediamente fitte, bianche poi giallastre. Sporata giallo-crema.
Il gambo
Il gambo misura 2-6 x 0,5-1,5 cm. È cilindrico, abbastanza regolare, pieno poi midolloso; biancastro, con macchie brunastre alla base negli esemplari maturi.
La carne
La carne è compatta, poi cassante; biancastra, con odore non distintivo; sapore mite, debolmente piccante nelle lamelle.
Osservazioni e differenze da conoscere
Russula azurea Bres. è una specie infrequente dalle caratteristiche morfologiche simili, più diffusa nelle foreste di abete rosso nelle regioni alpine orientali; ha lamelle e sporata di colore bianco; carne inodore e dal sapore mite o dolce.
Commestibilità e cautele
Mediocre commestibile.
Da dove viene il nome
Dal latino “par” e “azureus”; simile a R.azurea; per l’apparente somiglianza, nei cromatismi glauco-verdastri-violacei con R.azurea.