Leccinum versipelle: caratteri e habitat
Leccinum versipelle. Simbionte delle betulle; predilige gli ambienti montani, ove si spinge fino a 2.000 metri di quota; estate-autunno Caratteri e…
Leccinum versipelle
Sinonimi riportati: Boletus testaceocaber Secr.
Dove cresce e quando si incontra
Simbionte delle betulle; predilige gli ambienti montani, ove si spinge fino a 2.000 metri di quota; estate-autunno
Come riconoscere Leccinum versipelle
Il cappello
Il cappello misura 5-16 cm. È carnoso; da emisferico, quasi aderente al gambo, a convesso o guancialiforme; cuticola debordante al margine poi sfrangiata, vischiosa e di colore arancio-rossastro a tempo umido, feltrata e finemente squamosa di colore ocra-aranciato con tempo secco.
La superficie fertile
L’imenoforo è formato da tubuli lunghi, sottili, adnati o liberi al gambo, separabili, di colore grigiastro; pori piccoli e rotondi, di colore grigio sempre più scuro con l’età, brunastri alla pressione.
Il gambo
Il gambo misura 3-12 x 1,5-5 cm. È cilindrico ma sovente ingrossato alla base; colore da grigio-biancastro a grigio scuro, ricoperto da una serie di squame evidenti, grossolane, grigio-nerastre; alla base presenta sfumature di color azzurro-verdastro.
La carne
La carne è soda ma presto molle; fibrosa nel gambo; bianca, all’aria assume colorazioni lilacine sempre più intense, fino al nerastro; odore irrilevante, sapore dolce.
Osservazioni e differenze da conoscere
Come tutte le specie del genere Leccinum, ha carni che divengono nerastre durante la cottura. Su libri datati è riportato con il sinonimo Boletus testaceo-scabrum.
Commestibilità e cautele
Buon commestibile, scartando il gambo e gli esemplari più maturi.
Da dove viene il nome
Dal latino “versus”, girare, e “pellis”, pelle; perché muta il colore a seconda dell’umidità.
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