Leccinum pseudoscabrum: caratteri e habitat

Leccinum pseudoscabrum. È una specie simbionte. Fruttifica a gruppi di numerosi esemplari sotto latifoglia, con preferenza per carpini e noccioli;…

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Leccinum pseudoscabrum
Leccinum pseudoscabrum — Fotografia tratta da Funghi in Italia.

Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara

Sinonimi riportati: Leccinum carpini (R. Schulz) M.M. Moser ex D.A. Reid, Leccinum brunneobadium (J. Blum) Lannoy & Estadès,

Dove cresce e quando si incontra

È una specie simbionte. Fruttifica a gruppi di numerosi esemplari sotto latifoglia, con preferenza per carpini e noccioli; estate-autunno.

Come riconoscere Leccinum pseudoscabrum

Il cappello

Il cappello misura 2-12 cm. , carnoso, negli esemplari giovani sodo ma presto molle; da emisferico a convesso- campanulato o piano, margine da eccedente a regolare; cuticola glabra, screpolata con tempo secco, viscosa se umido, tipicamente gibbosa-rugosa con colorazioni variabili fra il bruno-nocciola o bruno- grigiastro.

La superficie fertile

L’imenoforo è formato da tubuli lunghi, fini e arrotondati al gambo; di colore bianco-grigiastri, grigio-nerastri al taglio; i pori sono piccoli, rotondi, di colore bianco-grigiastro, neri alla pressione. Sporata brunastra.

Il gambo

Il gambo misura 4-16 x 1-4 cm. Fibroso, tenace; pieno; cilindrico, leggermente incurvato; di colore bianco-grigiastro, presenta una tipica squamatura di colore scuro sull’intera superficie; al tocco si macchia di nerastro.

La carne

La carne è soda, molle e spugnosa negli esemplari maturi; di colore bianco, all’aria vira su tonalità grigio rosate per poi diventare nerastra; odore gradevole, sapore dolce.

Osservazioni e differenze da conoscere

Il basionimo di questa specie fu coniato nel 1929 dal micologo tedesco Franz Joseph Kallenbach, autore della prima descrizione come Boletus pseudoscaber.

Commestibilità e cautele

Buon commestibile, se si consumano esemplari sodi e privati del gambo.

Da dove viene il nome

Dal latino “pseudo” simile a; “scabrum”; riferito a Leccinum scabrum; per il suo aspetto affine a Leccinum scabrum.

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