Hygrophorus neoerubescens: caratteri e habitat

Hygrophorus neoerubescens. È una specie simbionte. Non comune; fruttifica in boschi montani di abete rosso, umidi e igrofili, su suolo calcareo;…

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Hygrophorus neoerubescens
Hygrophorus neoerubescens — Fotografia tratta da Funghi in Italia.

Hygrophorus neoerubescens Papetti, Peintner & Simonini

Dove cresce e quando si incontra

È una specie simbionte. Non comune; fruttifica in boschi montani di abete rosso, umidi e igrofili, su suolo calcareo; estate-autunno.

Come riconoscere Hygrophorus neoerubescens

Il cappello

Il cappello misura 3-9 cm. , abbastanza carnoso e sodo, da convesso-umbonato ad appianato, quasi depresso o imbutiforme, con il margine involuto negli esemplari giovani poi sempre più disteso. Cuticola di colore biancastro, con sfumature rossicce e ricoperta da fibrille innate di colore porporino-carminio; presenta tipiche macchie di colore giallastro.

La superficie fertile

L’imenoforo è formato da lamelle adnate o decorrenti al gambo, non fitte, di colore biancastro con sfumature color carnicine o giallastre. Sporata bianca.

Il gambo

Il gambo misura 2-7 x 1-2 cm. È cilindrico regolare, talvolta ricurvo alla base; pieno; di colore biancastro, ricoperto da fini granulosità rossastre all’apice e fibrillosità porporine alla base; si macchia di rossastro ove manipolato.

La carne

La carne è soda, di colore biancastro, tende a virare al giallognolo ove manipolata; priva di odori particolari, sapore amarognolo.

Osservazioni e differenze da conoscere

Di conseguenza, il nome Agaricus erubescens è ritenuto, sotto l’aspetto nomenclaturale, nomen confusum, portando alla definizione nel 2019 della nuova specie. Hygrophorus persicolor Ricek, ha tonalità simili nel cappello e un aspetto generalmente più massiccio; presenta un velo parziale araneoso fugace sullo stipite e predilige fruttificare su suoli acidi.

Commestibilità e cautele

Mediocre commestibile.

Da dove viene il nome

Etimologicamente, “erubere” in latino indica l’arrossire, alludendo alle sue tonalità; “neo” assume il significato di novità, dato che l’originaria classificazione dell’Agaricus erubescens effettuata da Fries nel 1821 si riferiva in realtà ad un diverso fungo, Rhodocollybia maculata.

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