Fomitopsis quercina: caratteri e habitat
Fomitopsis quercina. Debole parassita, agente di carie bruna; su querce, castagni o altre latifoglie. Caratteri e confronti nell’atlante dei funghi.
Fomitopsis quercina (L.) Spirin & Miettinen
Sinonimi riportati: Trametes quercina (L.) Pilát; Daedalea quercina (L.) Pers.
Dove cresce e quando si incontra
Debole parassita, agente di carie bruna; su querce, castagni o altre latifoglie.
Come riconoscere Fomitopsis quercina
Il corpo fruttifero
Sessile; dalla forma di mensola semicircolare o zoccolo; dalla superficie asciutta, rugosa, gibbosa, zonata, finemente stratificata (in genere più verso il margine); di colore biancastro quando è fresco, grigio-rossiccio poi brunastro avanzando con l’età; più scuro verso il punto di attacco al substrato, negli esemplari che hanno diversi anni.
La superficie fertile
L’imenoforo è formato da tubuli lunghi 3-4 cm, di color grigio-crema; pori di forma allungata, poligonali e concolori ai tubuli; disposti in maniera labirintiforme, ricordanti nell’aspetto delle pseudolamelle irregolari, in particolare in prossimità della zona di inserzione al substrato; di colore biancastri da freschi, con l’età diventano giallastri o marroncino. Sporata bianca.
Il gambo
Assente.
La carne
Dalla consistenza suberosa; biancastra, poi beige-brunastra; odore e sapore non distintivi.
Osservazioni e differenze da conoscere
Questa specie nel rinascimento veniva utilizzata da alcuni barbieri per costruirne rudimentali pettini. Il nome più noto un tempo, del genere Daedalea, oggi ricombinato in Fomitopsis, deriva dal latino “Daedălus”, di Dedalo; il mitico costruttore del leggendario labirinto di Cnosso, in riferimento all’aspetto labirintico e irregolare della sua struttura imeniale.
Commestibilità e cautele
Non edule.
Da dove viene il nome
Dal latino “quercinus”; della quercia; per via del suo ambiente di fruttificazione.
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