Chlorophyllum rhacodes: caratteri e habitat
Chlorophyllum rhacodes. Fruttifica dall’estate all’autunno, sia in ambiente mediterraneo, sia in montagna; a piccoli gruppi; predilige ambienti umidi.…
Chlorophyllum rhacodes (Vittad.) Vellinga
Sinonimi riportati: Macrolepiota rhacodes (Vittad.) Singer
Dove cresce e quando si incontra
Fruttifica dall’estate all’autunno, sia in ambiente mediterraneo, sia in montagna; a piccoli gruppi; predilige ambienti umidi.
Come riconoscere Chlorophyllum rhacodes
Il cappello
Il cappello misura 4-18 cm. È carnoso; da emisferico ad arrotondato-emisferico, aperto, privo di umbone; margine revoluto, squamoso; cuticola di colore bruno-rossastro, presto screpolata in grosse scaglie regolari che lasciano intravedere la carne sottostante, di colore biancastro.
La superficie fertile
L’imenoforo è formato da lamelle libere, fitte ed irregolari; di colore bianco con evidenti sfumature verdastre; rosse ove erose o strofinate. Sporata biancastra con riflessi verdognoli.
Il gambo
Il gambo misura 6-15 x 1-2 cm. È cilindrico regolare, molto bulboso alla base; da cavernoso a cavo; biancastro, liscio o ricoperto in genere da fibrille brunastre; scalfito assume sfumature aranciate. Anello mobile, doppio, membranoso, bianco nella faccia superiore, grigiastro in quella inferiore.
La carne
Tenera nel cappello, fibrosa nel gambo; bianca, esposta all’aria assume tonalità aranciate che divengono poi brunastre; odore di buccia di patata; sapore gradevole.
Commestibilità e cautele
Specie da considerare tossica: causa sindrome gastroenterica (incostante); i sintomi compaiono da 1 a 4 ore trascorse dall’ingestione.
Da dove viene il nome
Dal greco “rhakòs”, straccio, cencio; per le grosse squame del cappello. Il nome del genere Chlorophyllum deriva dal greco chlorόs, verde e da phýllon, foglia (lamella), ovvero con le lamelle verdi, con riferimento al riflesso e tono che assumono spore e lamelle a maturità.
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