Amanita phalloides var. alba — amanita falloide
Amanita phalloides var. alba. Amanita falloide. Cresce sotto conifere o latifoglie nei medesimi ambienti di Amanita phalloides; estate-autunno. Caratteri…
Amanita phalloides var. alba Costantin & L.M. Dufour
Nomi comuni: amanita falloide
Dove cresce e quando si incontra
Cresce sotto conifere o latifoglie nei medesimi ambienti di Amanita phalloides; estate-autunno.
Come riconoscere Amanita phalloides var. alba
Il cappello
Il cappello misura 3-15 cm. , da emisferico-ovoidale a spianato, con il margine liscio. Cuticola brillante a tempo secco, percorsa radialmente da fibrille innate; di colore biancastro, candido e lucido.
La superficie fertile
L’imenoforo è formato da lamelle libere al gambo, fitte e sottili, di colore bianco. Sporata biancastra, spore amiloidi.
Il gambo
Il gambo misura 3-13 x 0,5-3 cm. È cilindrico, slanciato e ingrossato alla base, è bianco candido, decorato da una serie di zigrinature sericee difficili da intravedere. Ornato da un anello ampio e cascante, liscio, di colore biancastro, talvolta fugace. Volva ampia a forma di sacco, leggera, di colore biancastro, persistente, intera o lobata.
La carne
La carne è compatta, poi cedevole; bianca, immutabile; odore non significativo, sapore dolce. Trattata con idrato di potassio (KOH) non cambia colore.
Osservazioni e differenze da conoscere
Questa forma cromatica “albina” di Amanita phalloides potrebbe essere pericolosamente scambiata con una specie edule del genere Agaricus, che però si presenterebbe priva di volva alla base e mostrerebbe le lamelle di colore rosato-grigiastro poi bruno-purpuree, per via del colore porpora della sporata in massa.
Commestibilità e cautele
Velenoso mortale; causa sindrome falloidea a lunga latenza. (per i dettagli, vedi sezione tossicologia).
Da dove viene il nome
Dal latino “albus”, bianco; per le sue colorazioni biancastre.