Amanita verna: caratteri e habitat
Amanita verna. Fruttifica in ambienti termofili, sotto latifoglie e conifere; diffusa a partire dalla fine dell’inverno a primavera inoltrata, si può…
Amanita verna (Bull.) Lam.
Dove cresce e quando si incontra
Fruttifica in ambienti termofili, sotto latifoglie e conifere; diffusa a partire dalla fine dell’inverno a primavera inoltrata, si può trovare fino in autunno.
Come riconoscere Amanita verna
Il cappello
Il cappello misura 2-9 cm. , da emisferico a convesso o appianato, con il margine liscio, mai striato. Cuticola liscia, di colore bianco con lievi sfumature ocracee nella parte centrale.
La superficie fertile
L’imenoforo è formato da lamelle libere al gambo, molto fitte, sottili e intercalate da numerose lamellule; bianco candido. Sporata bianca, spore amiloidi.
Il gambo
Il gambo misura 3-10 x 0,5-2 cm. È cilindrico, slanciato e ingrossato alla base bulbosa; inizialmente è pieno poi diventa farcito o cavo; è di colore biancastro, pruinoso all’apice. Ornato da un anello alto, cascante a gonnella, liscio e di colore biancastro. Volva membranosa, biancastra, libera ma chiusa sul bulbo; sovente lobata.
La carne
Abbastanza tenera, di colore bianco candida, immutabile; trattata con idrato di potassio talvolta reagisce assumendo colorazioni giallastre nella parte esaminata; odore lieve ma sgradevole; insapore.
Osservazioni e differenze da conoscere
La sporata bianca e la presenza di una volva alla base sono caratteri che aiutano a differenziarla dalle specie primaverili del genere Agaricus, volgarmente note come prataioli. Amanita vidua Gasch, G. Moreno & P.-A. Moreau, è una specie identica a livello morfologico, condividente anche l’ambiente di crescita; presenta una reazione negativa se trattata con l’idrossido di potassio (KOH) che risulta invece positiva su Amanita verna, assumendo colorazioni giallo carico su tutte le superfici (più debole sulla volva).
Commestibilità e cautele
Velenoso mortale: causa sindrome falloidea a lunga latenza. (per i dettagli, vedi sezione tossicologia).
Da dove viene il nome
Dal latino “vernus”, primaverile; per la stagione nella quale è più frequente.
Leggi anche
Amanita virosa · Amanita phalloides var. alba · Amanita phalloides