Ramaria pallida: caratteri e habitat
Ramaria pallida. È una specie simbionte. Si tratta di una specie abbastanza frequente nei boschi di latifoglie e conifere, dall’estate all’autunno, dopo…
Ramaria pallida (Schaeff.) Ricken
Dove cresce e quando si incontra
È una specie simbionte. Si tratta di una specie abbastanza frequente nei boschi di latifoglie e conifere, dall’estate all’autunno, dopo abbondanti precipitazioni; spesso fruttifica in colonie di 3-4 o più esemplari, molto ravvicinati fra loro.
Come riconoscere Ramaria pallida
Il corpo fruttifero
Il basidioma misura 4-20 cm. Dalla forma coralloide, è formato da una piccola base carnosa biancastra dalla quale dipartono numerose ed allungate ramificazioni erette e fitte, che terminano con apici anche a tre o quattro punte. Di colore biancastro, presenta evidenti riflessi grigiastri o lilacino-pallidi; dopo prolungata manipolazione o con l’età l’intero fungo assume colorazioni ocracee.
La superficie fertile
L’intera superficie fertile è posta sulle ramificazioni del fungo, nel tratto superiore. Sporata ocracea.
Il gambo
La base di queste lunghe ramificazioni è corta e tozza, di colore biancastro.
La carne
Abbastanza compatta, tenera, di colore biancastro, immutabile; con odore tipico e particolare, definito di “cicoria tostata” o con vaghi sentori di liquirizia; sapore in principio dolciastro, poi amarognolo durante la masticazione.
Osservazioni e differenze da conoscere
Non presenta in genere problematiche relative al suo riconoscimento; tuttavia, è bene notare che nello stadio adulto, decolorandosi ed assumendo tonalità ocracee, è possibile una confusione con diverse specie del genere, inclusa la commestibile Ramaria botrytis, anch’essa con tendenza ad assumere colorazioni omogenee ocracee con la maturazione.
Commestibilità e cautele
Specie a tossicità incostante; se consumata può causare disturbi gastrointestinali anche di forte entità.
Da dove viene il nome
Dal latino “pallidus”, pallido; per le sue tonalità chiare.