Cortinarius trivialis: caratteri e habitat

Cortinarius trivialis. È una specie simbionte. Fruttifica in boschi umidi di latifoglie, in particolare pioppi, salici, faggio e betulle; dall’estate…

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Cortinarius trivialis
Cortinarius trivialis — Fotografia tratta da Funghi in Italia.

Cortinarius trivialis J.E. Lange

Dove cresce e quando si incontra

È una specie simbionte. Fruttifica in boschi umidi di latifoglie, in particolare pioppi, salici, faggio e betulle; dall’estate sino in autunno inoltrato.

Come riconoscere Cortinarius trivialis

Il cappello

Il cappello misura 5-10 cm. , inizialmente arrotondato-campanulato, poi convesso-appianato, con umbone ottuso; cuticola di colore bruno-olivastro, giallo-ocracea o giallo-brunastra, più chiara al margine; liscia, brillante e ricoperta da uno spesso strato di glutine.

La superficie fertile

L’imenoforo è formato da lamelle mediamente fitte, adnate al gambo, inframezzate da numerose lamellule; di colore violaceo-lilacino negli esemplari giovani, diventano bruno-cannella con la maturazione. Sporata ocra.

Il gambo

Il gambo misura 3-10 x 1-2 cm. È cilindrico, attenuato alla base; di colore ocraceo-biancastro, è caratterizzato da squamature concentriche irregolari di sostanza glutinosa, ben visibili nella metà inferiore dello stipite.

La carne

La carne è poco consistente; di colore ocraceo, più scura alla base del gambo; immutabile; odore non ben definibile, sapore dolciastro.

Osservazioni e differenze da conoscere

Si tratta di specie identificabile per il cappello ricoperto da uno spesso strato di glutine, il gambo decorato da cercini glutinosi e per le lamelle, dal colore violaceo tenue negli esemplari giovani. Occasionalmente è stato rinvenuto durante la stagione primaverile (marzo-aprile), in boschi misti di latifoglie, in Appennino. Probabilmente, in Europa sono presenti tre specie molto prossime a Cortinarius trivialis, ad oggi ancora oggetto di studi di natura morfologica e filogenetica.

Commestibilità e cautele

Non commestibile.

Da dove viene il nome

Dal latino “trivialis”, triviale, comune; per la sua abbondanza.

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