Armillaria ostoyae — chiodino delle conifere
Armillaria ostoyae. Chiodino delle conifere, famigliola buona. Ha comportamento parassita e saprotrofo. Fruttifica dalla tarda estate all’autunno…
Armillaria ostoyae (Romagn.) Herink
Nomi comuni: chiodino delle conifere, famigliola buona
Dove cresce e quando si incontra
Ha comportamento parassita e saprotrofo. Fruttifica dalla tarda estate all’autunno inoltrato su legno di conifere, solitamente a gruppi cespitosi su ceppaie di abeti.
Come riconoscere Armillaria ostoyae
Il cappello
Il cappello misura 3-10 cm. È carnoso; da emisferico-ottuso a convesso aperto, talvolta leggermente umbonato, con margine striato, ornato da lievi fioccosità biancastre; cuticola di colore bruno scuro, interamente ricoperta da squame brunastre più chiare e meno visibili con l’età.
La superficie fertile
L’imenoforo è formato da lamelle annesse o quasi decorrenti al gambo, sono di colore da bianco sporco a giallastro, con macchie rugginose sulla pagina negli esemplari più vecchi. Sporata biancastra.
Il gambo
Il gambo misura 3-12 x 0,5-3 cm. È cilindrico, spesso ingrossato alla base, da farcito a cavo, molto fibroso; è di colore brunastro,screziato, ornato da un anello bianco giallastro con squamature scure.
La carne
Abbastanza soda nel cappello, molto tenace e fibrosa nel gambo; biancastra; ha odore fungino e sapore debolmente amarognolo, ingrato alla masticazione.
Commestibilità e cautele
Buon commestibile se sottoposto a un trattamento di prebollitura, scartando l’acqua di cottura e proseguendo con una cottura prolungata; tossico se consumato crudo o poco cotto; è bene privarlo di parte dello stipite, fibroso.
Da dove viene il nome
Da nome proprio Ostoya; dedicata al giornalista, micologo e botanico francese Paul Ostoya.
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