Amanita mairei: caratteri e habitat
Amanita mairei. È una specie simbionte. Nasce sotto latifoglie e conifere in ambienti termofili; dalla primavera all’autunno. Caratteri e confronti…
Amanita mairei Foley
Dove cresce e quando si incontra
È una specie simbionte. Nasce sotto latifoglie e conifere in ambienti termofili; dalla primavera all’autunno.
Come riconoscere Amanita mairei
Il cappello
Il cappello misura 4-15 cm. Conico campanulato poi spianato; raramente umbonato; margine lungamente striato; cuticola appena viscida con clima umido, di colore grigio-cenere od argento, ornata da grosse placche, residui biancastri della volva.
La superficie fertile
L’imenoforo è formato da lamelle libere al gambo, fitte, biancastre; con il filo lamellare tipicamente fioccoso-pruinoso. Sporata biancastra.
Il gambo
Il gambo misura 6-12 x 0,5-1,5 cm. Lungo, cilindrico e slanciato-regolare, più sottile all’apice; presto cavo; di colore bianco, rivestito da fioccosità grigiastre; anello sempre assente; volva spessa, membranacea, di colore bianco-grigiastro.
La carne
La carne è molto fragile nel cappello, leggermente fibrosa nel gambo, di colore bianco immutabile senza odore o sapore notabili.
Osservazioni e differenze da conoscere
Contiene modeste quantità di tossine termolabili che si inattivano dopo cottura prolungata (almeno 15 minuti) senza coperchio. Inclusa nel complesso delle Amanita denominato gruppo di Amanita vaginata (Vaginatae) che annovera diverse specie prive di anello e con il margine del cappello sempre pettinato, considerate tutte commestibili dopo cottura e spesso, in particolare nelle specie dalle colorazioni pileiche bianco-grigiastre, piuttosto complesse da studiare e definire tra loro solo con lo studio di caratteri macromorfologici e microscopici.
Commestibilità e cautele
Commestibile dopo cottura prolungata; tossica se consumata cruda o poco cotta.
Da dove viene il nome
Da nome proprio, Maire; in onore del botanico francese René Maire.