Agaricus crocodilinus — prataiolo maggiore
Agaricus crocodilinus. Prataiolo maggiore, turino. È una specie saprotrofa. Tipico di pascoli e ambienti erbosi, ove fruttifica a cerchi o file in…
Agaricus crocodilinus
Nomi comuni: prataiolo maggiore, turino
Sinonimi riportati: Agaricus urinascens (Jul. Schäff. & F.H. Møller) Singer; Agaricus albertii Bon
Dove cresce e quando si incontra
È una specie saprotrofa. Tipico di pascoli e ambienti erbosi, ove fruttifica a cerchi o file in numerosi esemplari, visibili a distanza; dalla primavera all’autunno, dopo abbondanti piogge.
Come riconoscere Agaricus crocodilinus
Il cappello
Il cappello misura 5-35 (50) cm. È carnoso, da emisferico campanulato a convesso, anche depresso al centro; margine dentellato da residui fioccosi; cuticola bianca, squamulosa, areolata a tempo secco, ingiallente al tocco.
La superficie fertile
Presenta lamelle libere al gambo, molto fitte, rosa pallide poi grigiastre. Sporata bruno-porpora.
Il gambo
Il gambo misura 3-10 x 1-4 cm. Corto, tozzo, da pieno a semi-cavo; bianco, con macchie giallognole talvolta rilevate a forma di piccoli cercini; ornato da un anello denticolato, spesso e membranoso, che lascia residui fioccosi all’attaccatura.
La carne
La carne è soda, spessa, bianca o con lievi tonalità brunastre; ha odore aniseo-mandorlato e sapore dolce.
Osservazioni e differenze da conoscere
Il suo cappello può raggiungere e superare i 40 centimetri di diametro. Agaricus macrosporus, un suo precedente nome illegittimo in quanto già utilizzato in passato per indicare il lignicolo Panus rudis, è stato sostituito dal micologo francese Marcel Bon con Agaricus albertii; tuttavia, la specie corrispondeva al binomio Agaricus urinascens, e, una volta chiarito essere la medesima specie, Agaricus urinascens sarebbe stato il nome prioritario. Successivamente, con l’avvento delle analisi filogenetiche, si è potuto verificare che l’americano Agaricus crocodilinus descritto da Singer, corrisponde alla medesima specie europea; ed essendo stato pubblicato prioritariamente, è il binomio corretto da utilizzare per questa specie.
Commestibilità e cautele
Ottimo commestibile.
Da dove viene il nome
Dal latino “crocodilinus”, dei coccodrilli; per la cuticola screpolata che ricorda nell’aspetto la pelle del rettile.